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Il segretario nazionale Paolo Ferrero e tutti i candidati. Connettetevi e fate connettere, iscrivetevi e fate iscrivere, e soprattutto DILAGATE, TRACIMATE, INVADETE TUTTO IL TERRITORIO VIRTUALE PER FAR VOTARE LA LISTA COMUNISTA ANTICAPITALISTA!
Un voto alla lista comunista, l'unica che può superare il quorum.
Appello di Ivan Della Mea
Bisogna votare la lista promossa da Rifondazione Comunista,Comunisti Italiani e Socialismo 2000 perché è dare il voto ad una forma di aggregazione sociale, politica e culturale che ha radicato e persegue nel portare avanti pratiche sociali di difesa del mondo del lavoro e in contrapposizione ed in rivolta rispetto al mondo storico del sopruso e della prevaricazione. Perché ha rivendicato e rivendica la verità della differenza incancellabile tra chi fece la resistenza come partigiano e chi vi si contrappose come repubblichino. E perché mette al primo posto non soltanto il lavoro ma la condizione oggettiva dei lavoratori.
Infine perché è l'unica formazione che ha dimostrato di avere l'occhio abbastanza lungo per vedere e cercare di interpretare, ed in alcuni casi organizzare, il nuovo che emerge, spesso in modo contradditorio, all'interno di questa nostra società. E perché infine è anche giustamente laica nei confronti di tutte le forze, di tutte le aggregazioni, di tutte le associazioni da quelle storicamente determinate ai fautori del libero pensiero. E perché, infine di tutte le infini, ha chiaro che qualsiasi essere umano che attraversa il mare per arrivare in questo paese è innanzitutto e soprattutto, è immediatamente un cittadino italiano.
Nel nome di questi valori questo simbolo crediamo che possa essere l'unico in grado di raggiungere quel quorum del quattro per cento che un sistema elettorale mentecatto impone per poter far parte della "cosìddetta democrazia
martedì 2 giugno 2009
domenica 31 maggio 2009
Se sei di sinistra, dillo forte! Appello di Pietro Ingrao

Aderisci all'appello "Se sei di sinistra, dillo forte"
Appello di Pietro Ingrao
"VOTATE COMUNISTA"
SE SEI DI SINISTRA, DILLO FORTE
( di Pietro Ingrao )
Viviamo il tempo buio di una crisi inedita e strutturale del capitalismo, una crisi economica, sociale, ambientale e alimentare determinata da decenni di politiche neoliberiste: si apre la strada ad una vera e propria crisi di civiltà il cui emblema è la guerra tra i poveri.
Il rischio è l’uscita da destra dalla crisi: la progressiva frantumazione del mondo del lavoro, il passaggio dal welfare alla carità, lo svuotamento della democrazia, resa sempre più impermeabile ai conflitti e ai soggetti sociali, e la ripresa di ideologie nazionaliste, razziste, fondamentaliste, sessiste e omofobe. È un processo che in Italia assume il volto di un nuovo autoritarismo - quello plebiscitario e populista del berlusconismo – che potrebbe essere rafforzato da una ulteriore deriva maggioritaria e dalla cancellazione definitiva di ogni possibile rappresentanza dell’opposizione sociale.
Noi ci battiamo per una uscita da sinistra dalla crisi e per questo motivo sosteniamo la lista anticapitalista e comunista a cui hanno dato vita esponenti dei movimenti altermondialista, femminista, pacifista, ambientalista, antirazzista, LGBTQ assieme a Rifondazione comunista - Sinistra Europea, Comunisti italiani, Socialismo 2000 e Consumatori Uniti. Un progetto di critica radicale e profonda alle politiche neoliberiste che in Europa hanno accomunato popolari, liberali e socialisti, cioè tutti i partiti attualmente presenti nel parlamento italiano.
Sosteniamo la lista anticapitalista e comunista per mantenere aperta la strada dell’alternativa, in Italia e in Europa. Un voto utile per proporre un’uscita da sinistra dalla crisi, per rafforzare un’ipotesi di ricostruzione della sinistra basata sulla connessione fra diversi soggetti del conflitto e culture critiche, fra vertenze territoriali e movimenti globali, fra ambiente e lavoro, fra uguaglianza e libertà: una sinistra che non abbia rinunciato ad elaborare un pensiero forte dalla parte dei deboli, alla sfida per l’egemonia e la costruzione di un nuovo senso comune.
Pensiamo in primo luogo ad un voto d’ascolto di questa giovane generazione di invisibili, o meglio di invisibili alla politica, che sembrava condannata, dalla precarietà del lavoro, dei saperi, delle vite a non poter immaginare il futuro, a non poter lottare per il futuro, e che ha invece trasformato la propria atipicità nell’anomalia di un’onda che ha invaso, con gioia e rabbia, scuole, università, città; che ha reclamato diritto alla conoscenza, cittadinanza, reddito sociale; che ha nominato la contraddizione tra il capitale e le vite con parole – noi la crisi non la paghiamo- che hanno connesso le tante lotte e vertenze di questi mesi.
Un voto che tenga aperta la speranza, che apra la strada all’aggregazione della sinistra anticapitalista, comunista e della sinistra socialista.
Perché il futuro si può ancora scrivere,
alle
09:29
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Rifondazione Comunista Spoleto
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Elezioni europee,
ingrao
giovedì 28 maggio 2009
L'intervento del Segretario PRC Paolo Ferrero a Perugia
Tratti Da Umbria Left
(http://www.umbrialeft.it/node/18621)
riportiamo alcuni passaggi dell'intervento di Paolo Ferrero a Perugia.(28/5/2009)
"“Noi siamo i figli non pentiti della nostra storia”. Ha chiuso così il suo comizio oggi pomeriggio in piazza della Repubblica a Perugia il segretario nazionale del Prc Ferrero. Un voto chiesto con l'ottica di dare forza ad un partito “che abbia un suo punto progetto della società, per esempio sui beni comuni. Acqua, istruzione, ricerca, sanità e non solo: essi devono rimanere servizi pubblici. Dal giorno dopo il voto – invita Ferrero – tutti pancia a terra per ricostruire un sano conflitto di classe nel paese”.
La prende da lontano l'ex ministro per la Solidarietà sociale del governo Prodi: parla della storia del movimento operaio, delle sue conquiste e dei suoi valori come quello dell'antifascismo e della resistenza. Di tutta quella storia di cui lui e il suo partito non vogliono fare a meno. E', pare di capire, il bagaglio con cui Rifondazione va verso questa tornato elettorale e che servirà da bussola anche per il dopo. Da quel bagaglio Ferrero indica quelle che secondo lui sono le priorità da portare nel parlamento di Strasburgo, ossia “giustizia sociale, riconversione ambientale dell'economia e pace. Non quella di cui si viene a chiacchierare ogni anno anche ad Assisi, ma quella che si costruisce con il lavoro nelle stanze delle istituzioni”.
Di questo dunque vorrebbe che si parlasse in questi giorni Ferrero e non “delle veline o dei figli di Berlusconi. Pochi giorni fa sono morti tre operai in un modo orribile. Gli operai di un'azienda che paga un allenatore 10 milioni all'anno e un operaio 700 euro al mese. Dei problemi reali e delle vite spezzate in questo modo non si parla, rimangono estranee alla discussione politica. I contenuti evaporano e viene fuori solo la rissa a base di insulti”.
Tutto questo, secondo Ferrero, non avviene a caso. Seguendo il comizio il segretario dice esplicitamente che delle cose reali non si vuole discutere “perché i temi sociali vanno lasciati da una parte. Non disturbare il manovratore è il primo imperativo”. Solo che il manovratore, secondo Ferrero, invece di combattere la crisi economica la aggrava con provvedimenti sbagliati. “E chi come noi protesta – aggiunge – è additato come il nemico. Queste sono metodologie alla Bava Beccaris, che mandava i cannoni contro gli operai. Sfruttamento e bassi salari devono passare come cose naturali”.
In questo scenario non roseo si inserisce quella che secondo Ferrero è un'opposizione parlamentare subalterna ai poteri forti “che dettano l'agenda del paese. L'idea di chi comanda, di Berlusconi, è quella di una democrazia dove ogni tanto si vada a votare per plebiscitare il capo. Un capo che poi non deve avere più controlli. Ecco perché si vorrebbe svuotare il parlamento dei suoi poteri così come si fa con la magistratura e i giornali. Ci deve essere un sovrano senza nessun meccanismo di controllo”.
(http://www.umbrialeft.it/node/18621)
riportiamo alcuni passaggi dell'intervento di Paolo Ferrero a Perugia.(28/5/2009)
"“Noi siamo i figli non pentiti della nostra storia”. Ha chiuso così il suo comizio oggi pomeriggio in piazza della Repubblica a Perugia il segretario nazionale del Prc Ferrero. Un voto chiesto con l'ottica di dare forza ad un partito “che abbia un suo punto progetto della società, per esempio sui beni comuni. Acqua, istruzione, ricerca, sanità e non solo: essi devono rimanere servizi pubblici. Dal giorno dopo il voto – invita Ferrero – tutti pancia a terra per ricostruire un sano conflitto di classe nel paese”.
La prende da lontano l'ex ministro per la Solidarietà sociale del governo Prodi: parla della storia del movimento operaio, delle sue conquiste e dei suoi valori come quello dell'antifascismo e della resistenza. Di tutta quella storia di cui lui e il suo partito non vogliono fare a meno. E', pare di capire, il bagaglio con cui Rifondazione va verso questa tornato elettorale e che servirà da bussola anche per il dopo. Da quel bagaglio Ferrero indica quelle che secondo lui sono le priorità da portare nel parlamento di Strasburgo, ossia “giustizia sociale, riconversione ambientale dell'economia e pace. Non quella di cui si viene a chiacchierare ogni anno anche ad Assisi, ma quella che si costruisce con il lavoro nelle stanze delle istituzioni”.
Di questo dunque vorrebbe che si parlasse in questi giorni Ferrero e non “delle veline o dei figli di Berlusconi. Pochi giorni fa sono morti tre operai in un modo orribile. Gli operai di un'azienda che paga un allenatore 10 milioni all'anno e un operaio 700 euro al mese. Dei problemi reali e delle vite spezzate in questo modo non si parla, rimangono estranee alla discussione politica. I contenuti evaporano e viene fuori solo la rissa a base di insulti”.
Tutto questo, secondo Ferrero, non avviene a caso. Seguendo il comizio il segretario dice esplicitamente che delle cose reali non si vuole discutere “perché i temi sociali vanno lasciati da una parte. Non disturbare il manovratore è il primo imperativo”. Solo che il manovratore, secondo Ferrero, invece di combattere la crisi economica la aggrava con provvedimenti sbagliati. “E chi come noi protesta – aggiunge – è additato come il nemico. Queste sono metodologie alla Bava Beccaris, che mandava i cannoni contro gli operai. Sfruttamento e bassi salari devono passare come cose naturali”.
In questo scenario non roseo si inserisce quella che secondo Ferrero è un'opposizione parlamentare subalterna ai poteri forti “che dettano l'agenda del paese. L'idea di chi comanda, di Berlusconi, è quella di una democrazia dove ogni tanto si vada a votare per plebiscitare il capo. Un capo che poi non deve avere più controlli. Ecco perché si vorrebbe svuotare il parlamento dei suoi poteri così come si fa con la magistratura e i giornali. Ci deve essere un sovrano senza nessun meccanismo di controllo”.
mercoledì 27 maggio 2009
Elezioni Provinciali Collegio Spoleto 2
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Elezioni Provinciali - Collegio Spoleto 1
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Candidati alla carica di Consigliere Provinciale - Perugia
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martedì 26 maggio 2009
SU LA TESTA!

Giovedì 28 maggio,
alle ore 16.30,
in Piazza della Repubblica a Perugia,
il segretario nazionale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero parteciperà ad una iniziativa pubblica di propaganda elettorale “Su la testa!
Il 6 e 7 giugno serve un’altra Europa” per la lista comunista e anticapitalista.
L’iniziativa sarà introdotta da Enrico Flamini, segretario provinciale Prc di Perugia, e vedrà gli interventi dei candidati umbri del Prc alle elezioni europee Orfeo Goracci, sindaco di Gubbio, e Fabio Amato, responsabile nazionale esteri del Prc, prima dell’intervento conclusivo del segretaro nazionale del Prc Paolo Ferrero.
Il segretario del Prc illustrerà agli elettori e alle elettrici di Perugia le ragioni che hanno portato Rifondazione comunista, Comnisti italiani, Socialismo 2000 e i Consumatori uniti alla presentazione della lista comunista e anticapitalista e spiegherà perché il solo voto utile è a sinistra.
Le forze che danno vita alla lista si impegnano a continuare il coordinamento della loro iniziativa politica anche dopo le elezioni europee.
Il voto a questa lista è un voto contro la destra italiana e alternativo al PD.
Il voto a questa lista è un voto per un’altra Europa: dell’uguaglianza e del lavoro, della pace, della giustizia sociale e ambientale, dei diritti e delle libertà.
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