giovedì 14 maggio 2009
Marina intervista Marina
Ecco il testo della sua autointervista:
"Marina intervista Marina.
E si dà del lei, per mantenere le distanze
Bene bene. Dunque lei, fondatrice del PD, si candida nella lista di Rifondazione
Si.
Ma non doveva darsi al giardinaggio?
Certo. Qualcuno mi voleva anche regalare paletta e secchiello.
E dunque?
E’ una questione di porte che si aprono e porte che si chiudono
Non sia sibillina
Una porta si apre e tu entri. Del resto ho sempre avuto la valigia in mano
Che valigia è?
E’ una valigia con dentro quello che conta per me. Democrazia. Partecipazione. Inclusione. Trasparenza. Etica. Non violenza. Questione ambientale. Ed è rosa.
Una valigia rosa? Lei è femminista?
Si
Non va più di moda.
Sono femminista lo stesso
E’ anche di sinistra?
Sono di sinistra
Non va più di moda
Sono di sinistra lo stesso
Dunque lei è un’anima in pena che vaga per la sinistra con una strana valigia rosa.
Ma la sinistra è divisa
Quando è divisa, la sinistra perde
E i cocci sono suoi
E’ già. Io credo nell’unità della sinistra, che però significa rispetto della pluralità. La sinistra moderna deve essere plurale. Guai se quando governa, se lo scorda e diventa monocratica. La sinistra deve avere le sue radici nella società. Esprimerla in tutte le sue componenti. Trovare una sintesi. E’ un compito storico.
Torniamo su questa terra: ma lei, dove si colloca?
Nella società civile. Nel volontariato. Nel mondo dell’ associazionismo. Con Beatrice Lilli e l’ Associazione Donne contro la Guerra ci siamo poste l’obiettivo prioritario di lavorare per affrontare concretamente il fenomeno della violenza sulle donne. Siamo determinate, testarde. Abbiamo delle proposte che sono state recepite nel programma di Rifondazione. Una porta aperta, appunto.
E poi cos’altro c’è nella valigia?
L’ambientalismo.
L’ambientalismo del fare? (l’intervistatrice sghignazza)
L’ambientalismo del fare bene, rispettando l’ambiente. E la salute. E il paesaggio.
E le pare che nella sinistra che governa ci sia tutto questo? (l’intervistatrice ha un tono ironico)
No, spesso…molto spesso… non c’è.
E mi pareva…. (ora il tono è un po’ sopra le righe…)
Bisogna che ci sia. Fuor di retorica. Sviluppo verde significa sviluppo verde.
Si guardi intorno: Cemento, macchine, ecomostri, centri commerciali come piovesse, centri storici svuotati, raccolta differenziata ad un misero 20%, energia solare sbandierata a destra e manca e per chilometri non c’è un pannello manco a pagarlo!
(l’intervistatrice è chiassosa)
E’ un grave ritardo storico. Ma solo il consenso può cambiare le cose. La gente deve sostenere i programmi verdi e solidali. E chi è eletto deve controllare che vengano realizzati. Si deve battere per realizzarli. Lei sa indicare un’altra strada?
Qui le domande le faccio io! (l’intervistatrice si incavola) Lei sa indicare un’altra strada?
No. L’unica strada è una buona politica. E buoni politici.
Siiiii! E CHE FILM E’ ???? (L’intervistatrice ha un tono molto, molto sarcastico)
Quindi scegliete, andate a votare, partecipate, controllate…
Basta, l’intervista è finita, la saluto
…non mollate, non disertate,non cedete, non…
Si vabbè… (l’intervistatrice se ne va)
Adesso che quella tipa depressa, sfiduciata e francamente irritante se n’è andata, ve lo voglio dire, sottovoce sennò mi sente, ma con tutto il cuore: resistete! Non mollate! Scegliete voi, andate a votare!
Marina Antonini"
mercoledì 13 maggio 2009
Programma del nostro circolo sul lavoro
In questi anni per l’Italia, lo dicono le statistiche, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Ora c’è la crisi, si parla di tornare all’intervento pubblico e alle regole, ma nel frattempo i soldi servono per salvare banche e banchieri, mentre si tagliano i fondi per la scuola, sanità pensioni C.I.G. e ammortizzatori sociali.
Da anni i salari vanno indietro e la fatica aumenta e con essa i danni alla salute e alla vita dei lavoratori.
Confindustria e governo vogliono ridurre il peso del C.C.N.L. e del salario certo e aumentare il salario flessibile incerto legato allo sfruttamento del lavoro.
La crisi avanza ma il governo e confindustria propongono le stesse ricette economiche e sociali che hanno portato alla crisi.
Bisogna cambiare ed è urgente:
Difendere l’occupazione;
Fermare la precarietà;
Difendere il salario;
Ripristinare giustizia sociale fiscale.
Difendere l’occupazione:
- Fermare i licenziamenti e la chiusura delle aziende di proprietà nazionale che multinazionale.
- Intervenire direttamente sulla crisi con nuove politiche che puntino all’occupazione e combattano le delocalizzazioni.
- Investire su ricerca e qualità dei prodotti.
- Fare degli investimenti per le compatibilità ecologica, industriale e per l’energia pulita, legata a bisogni reali della gente.
- La Difesa occupazionale deve accompagnarsi alla difesa della salute, troppi morti sul lavoro, mantenere e rafforzare le leggi sulla sicurezza e il controllo sulla loro applicazione.
Fermare la precarietà:
- Bisogna fermare le leggi che hanno fatto dilagare la precarietà che rischiano di produrre migliaia di disoccupati.
- Estendere a tutto il mondo del lavoro senza dimensioni di impresa la C.I.G. al posto dei licenziamenti.
- Anche i precari e i disoccupati devono avere una indennità più alta e più lunga.
- Deve finire la persecuzione del lavoro migrante.
- Estendere la flessibilità selvaggia degli orari che distrugge salute e occupazione.
Difendere il salario:
- Aumentare le retribuzioni; a partire dal C.C.N.L. vanno respinte tutte le azioni che tendono a ridurre il salario reale per imporre incertezze al salario aziendale (produttività straordinari).
- Per sostenere il reddito del lavoro e pensioni basse;
- Detassare le tredicesime, detassare la C.I.G., restituire il drenaggio fiscale (fiscal drag) e intervenire sui prezzi.
Ripristinare la giustizia sociale fiscale
- Intensificare la lotta all'evasione fiscale e sociale;
- Rivedere le tasse sulle grandi ricchezze, sui grandi patrimoni immobiliari;
- Combattere i privilegi delle caste;
- Rendere efficiente la pubblica amministrazione;
- La giustizia fiscale deve servire a rendere efficiente lo stato sociale potenziando scuole, sanità, ricerca di nuove fonti occupazionali (turismo, agricoltura, artigianato ecc.);
- Rafforzare il servizio pensionistico pubblico che non ha alcuna alternativa reale;
Anche la nostra città in un quadro generale così drammatico è stata coinvolta da momenti di forte crisi (Minerva, Pozzi, Tecnocar e tante altre piccole aziende) che hanno fatto registrare una caduta verticale dei livelli occupazionali. Allora bisogna attivarsi e fare cose che permettano una rinascita della nostra economia, supportate anche da momenti di mobilitazione. Da anni a Spoleto non si vedono più sfilare cortei di lavoratori a difesa dei loro diritti e del posto di lavoro. La storia politica e sindacale ci insegnano che la nostra città quando è stata chiamata a mobilitarsi ha sempre risposto ottenendo anche buoni risultati.
Le priorità che si pensa possano consentire uno sviluppo che consenta il rilancio della città sono elencate nei seguenti punti:
1 Assessorato al lavoro (Sportello con una presenza istituzionale) che sia punto di riferimento per lavoratori, disoccupati e precari, che possa dare indicazioni e risposte immediate su qualsiasi proposta di lavoro nel comprensorio;
2 Impegno dell'Amministrazione di lavorare affinché ci siano nuovi insediamenti produttivi per creare nuova occupazione nel territorio;
3 Presenza costante con interventi credibili sui punti di crisi;
4 Aiutare e sostenere iniziative private per nuove attività;
5 Artigianato: impegnarsi tutti affinché ci sia un rilancio forte del settore che potrebbe essere un volano di traino per nuovi posti di lavoro;
6 Ripristinare un forte rapporto di collaborazione con le OO.SS. , in quanto attraverso un continuo confronto è più facile trovare soluzioni ad eventuali vertenze che dovessero aprirsi;
7 Non dare spazio agli insediamenti solo a fini speculativi;
8 All'interno della Pubblica Amministrazione avviare un processo di riqualificazione delle professionalità con meno consulenze esterne che spesso si sono rilevate totalmente infruttuose;
9 Sgravi per i lavoratori in C.I.G. (come l'abolizione addizionale comunale e regionale, sconti sulle tariffe dei trasporti pubblici e mense scolastiche);
10 Presenza Istituzionale nelle attività industriali del comprensorio (dialogo con i lavoratori);
11 Aiutare le aziende che investono in sicurezza e antinfortunistica;
12 Precarietà: mettere in atto tutte le possibilità per eliminare la piaga del precariato;
Programma della coalizione che appoggia il candidato Sindaco Daniele Benedetti (Prima parte)

Programma del candidato sindaco Daniele Benedetti
e della coalizione di centro sinistra
Le nostre idee e quelle dei cittadini
per guardare insieme al Futuro
GIOVANI
CITTÀ E TERRITORIO
SVILUPPO E LAVORO
SOCIALE E SANITÀ, WELFARE E SPORT
CULTURA, ISTRUZIONE E FORMAZIONE
TURISMO
AMBIENTE E ENERGIA
IL PROGETTO – LE LINEE GUIDA
Un obiettivo ambito
Agire ogni giorno per rimuovere le situazioni di esclusione e di limitazione delle libertà e dei diritti delle persone: prima di tutto lavoro, casa, sicurezza, integrazione sociale, ospedale, istruzione, cure sanitarie e sociali.
Le priorità
Dare stabilità e fiducia alla nostra comunità e garantire una prospettiva condivisa di futuro, sviluppo e lavoro, affermando il protagonismo di Spoleto nello scenario regionale e di area vasta con la piena consapevolezza della sua vocazione internazionale.
Vogliamo confrontarci con le forze politiche, i gruppi, il mondo delle imprese e del credito, i comitati, le associazioni, i cittadini, non per riunire una semplice maggioranza elettorale, ma per dare vita ad un’alleanza forte di governo con coloro che condividono i valori della democrazia e della pace, del merito e della solidarietà, dell’etica pubblica e dell’equità sociale, della sussidiarietà tra le istituzioni e i cittadini, della sicurezza e della legalità, della partecipazione attiva e del pluralismo.
Con un sindaco giovane e competente ed una squadra coesa, rinnovata ed esperta nelle istituzioni locali e sovracomunali, nel territorio e nella città. Con un nuovo protagonismo sociale dei cittadini e con la consapevolezza delle priorità: prima di tutto i più deboli e la famiglia. Famiglia intesa nel modello tradizionale come nelle diverse forme che con la trasformazione della società si sono affermate, spesso nei fatti senza un pieno riconoscimento dei diritti. La nostra attenzione dovrà quindi essere rivolta, in egual misura, ai bisogni espressi dai differenti modelli di famiglia.
Con l'apporto di chi vuole impegnarsi per una città più unita, per l’affermazione dei giovani, delle intelligenze e del merito.
La Continuità nel Cambiamento
Perché ci riconosciamo totalmente nei valori del Partito Democratico e del centro sinistra. Perché nuovi, preparati, aperti all’Europa e al mondo devono essere le donne e gli uomini protagonisti della sfida per superare una crisi economica e sociale inattesa, profonda e complessa.
Per rispettare l’impegno che ci prendiamo: costruire il futuro di Spoleto insieme ai cittadini. Perché la città storica va riconnessa al territorio e Spoleto ha bisogno di consolidare la sua centralità e autorevolezza in Umbria attraverso relazioni positive con i territori limitrofi e con le istituzioni superiori (Provincia, Regione, Stato). Per portare a termine i programmi e i progetti, già pianificati e avviati dalla Amministrazione uscente continuando a lavorare per migliorare la qualità della vita della nostra comunità.
Per un nuovo patto di cittadinanza: rispetto delle istituzioni, separazione tra interesse pubblico ed affari privati, rapporto quotidiano con i cittadini; Dobbiamo aprire una nuova "questione morale" che indirizzi ogni comportamento sociale mediante il recupero del senso del limite e del rispetto delle regole, come garanzia del contratto sociale tra Comune e cittadini e tra i cittadini stessi. L'educazione alla cittadinanza attiva e quella alla legalità, devono costituire la base della democrazia partecipata e di una città solidale.
Per nuovo Patto per lo Sviluppo di Spoleto con gli attori dell'economia e del credito, del lavoro e delle professioni, del sindacato, della scuola e del welfare. Un “contratto” per aumentare la competitività e l'innovazione, combattere il lavoro precario, assicurare la formazione delle competenze e la sicurezza nei luoghi del lavoro.
l’Amministrazione Comunale, tre criteri su tutti: merito, trasparenza, efficienza.
Vogliamo una macchina comunale efficiente e trasparente, valutabile sulla base del risultato a garanzia del cittadino e delle imprese.
Dobbiamo coinvolgere i cittadini nella formazione delle scelte e metterli in condizione di conoscere sempre i risultati rispetto agli impegni assunti.
I servizi comunali devono servire per facilitare la vita delle persone.
Dobbiamo migliorare la comunicazione con i cittadini, anche con nuovi servizi.
10 PRIORITA' PER SPOLETO
Sviluppo Lavoro
Che lo Sviluppo e il lavoro debbano essere il primo punto di un programma che guarda al futuro può essere scontato, perché una vita migliore per tutti i cittadini è possibile solo attraverso lo sviluppo della città e del territorio. Non è altrettanto scontato realizzare uno sviluppo che sia davvero capace di creare posti di lavoro e quindi di dare certezze ai giovani e alle famiglie.
Questo è il nostro primo impegno, che porteremo avanti con un approccio ed una ricerca attenta delle opportunità per uno sviluppo sostenibile e duraturo a partire dalle filiere dell’ambiente e delle energie rinnovabili, del turismo, della cultura e dell’agricoltura di qualità, che più di altre,oggi, possono garantire nuovi lavori.
La stessa attenzione dovremo riservarla all’innovazione del sistema produttivo e al terziario di servizio, all’impresa come alla persona. Tutto ciò consapevoli della sfida competitiva nel quadro della crisi globale che stiamo attraversando. Siamo altrettanto consapevoli che l’obiettivo di sviluppo e lavoro può essere raggiunto solo se si creano le condizioni per una società più coesa, superando, una volta per tutte, le divisioni e la parcellizzazione della comunità locale, che impediscono una visione comune di sviluppo ed un programma condiviso di azioni e interventi.
I cittadini al centro
Dobbiamo avere come bussola i cittadini e non i servizi dell’Amministrazione (la scuola, l’ospedale, i centri sportivi, gli uffici comunali, ecc.).
Dobbiamo sostituire le scelte unilaterali con il confronto e la partecipazione attiva dei cittadini perché essi sono “i padroni di casa”. Dobbiamo fare in modo che la democrazia partecipata sia una scelta compiuta e definitiva garantendo i luoghi della partecipazione dal basso (comitati di quartiere e di frazione, difensore civico, conferma dell’assessorato alla partecipazione e ufficio della governance). I cittadini devono essere pienamente considerati “padroni di casa delle istituzioni” e le persone protagoniste del loro futuro.
Prima di tutto i piu’ deboli e le famiglie
Dobbiamo partire dai più deboli e dalle famiglie, perché se la città funziona per loro, funziona per tutti. CASA, LAVORO, SICUREZZA, difesa e potenziamento dell'OSPEDALE, CURE SOCIALI e SANITARIE, EDUCAZIONE e ISTRUZIONE sono gli obiettivi irrinunciabili del nostro impegno.
Nella nostra accezione la famiglia è intesa nel modello tradizionale come nelle diverse forme che con la trasformazione della società si sono affermate, spesso nei fatti, senza un pieno riconoscimento dei diritti. La nostra attenzione dovrà quindi essere rivolta, in egual misura, ai bisogni espressi dai differenti modelli di famiglia. Una attenzione costante dobbiamo rivolgerla alla parità di genere e ai processi di inclusione e integrazione sociale, considerando i migranti, al pari di ogni cittadino, portatori di diritti e doveri.
Una città per i giovani
Dobbiamo favorire l’integrazione generazionale in tutti i settori della vita. Spoleto deve diventare una città per i giovani, competenti, aperti all’Europa e al mondo. Dobbiamo garantire loro gli strumenti sufficienti per l’istruzione e la formazione, dobbiamo metterli nella condizione di poter decidere il proprio futuro. Il benessere e la formazione passano anche per la vita sociale e di relazione ed allora ci impegniamo a soddisfare i loro bisogni per un tempo libero più qualificato, dallo sport, alle attività espressive e aggregative. L’obiettivo ultimo e primo resta la crescita della nostra comunità per la quale dobbiamo liberare le intelligenze e impiegare appieno le competenze dei nostri giovani invertendo la tendenza di “fuga dei cervelli migliori”.
Una città territorio
Dobbiamo riscoprire l’identità e l’orgoglio di essere spoletini assicurando la stessa attenzione alla città storica ed alle frazioni, ai quartieri e alle periferie perché il territorio, con tutto ciò che contiene ed esprime, è il vero patrimonio della nostra comunità. Dobbiamo applicare un modello di sviluppo che garantisca all’intera comunità una omogenea qualità dei servizi (strade, illuminazione, spazi verdi, scuole, ecc.).
L’obiettivo a medio termine, in linea con la Programmazione regionale (cfr. DST) è quello di ricucire il territorio, considerando il centro storico cittadino fulcro di un sistema che lo connette ai borghi e ai castelli, al paesaggio e alle aree rurali. Dobbiamo puntare alla costruzione di una rete materiale e immateriale, che valorizzi e affermi i centri e i nuclei storici minori del territorio comunale e gli ambiti rurali a dominante naturalistica, come principali nodi di accesso al paesaggio e come fattori di sviluppo sostenibile. La Città – Cerniera, una delle nostre principali idee forza si deve trasformare in destinazione con “massa critica” sufficiente e funzionale per superare le criticità riscontrate prima fra tutte la permanenza media dei turisti, oggi attestata su una preoccupante media di 1,5 gg.
Ambiente e qualità urbana
Dobbiamo tutelare e valorizzare l’ambiente, il paesaggio e le tradizioni perché sono una ricchezza che racconta la nostra storia ed un patrimonio che può produrre nuove economie (una per tutte il turismo verde). Il “nostro” modo di governare non può prescindere anche dall’adozione generalizzata di sistemi di partecipazione informata dei cittadini, rendendoli più efficaci e trasparenti.
In particolare dobbiamo sostenere i processi partecipativi delle Agende 21 locali, rispettare le procedure di VIA, coinvolgendo, anche con questi strumenti, i territori e le popolazioni interessate dalla localizzazione di grandi opere e infrastrutture, riducendo e governando le ragioni di conflitto.
Specificatamente per il nostro territorio si dovranno proseguire e riaffermare tutte quelle azioni già previste nell’ambito di Agenda 21, che si pone come obiettivo la promozione ed il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile anche e soprattutto dal punto di vista della sicurezza sul posto di lavoro. Citiamo a titolo esemplificativo alcuni esempi:
- Salvaguardia del patrimonio naturale;
Impegno forte per dare attuazione al nuovo Piano R.G. Rifiuti, per la raccolta differenziata e soprattutto per il contenimento della produzione dei rifiuti;
Gestione delle acque e del suolo confermando la scelta per la gestione pubblica del sistema idrico integrato;
Politiche energetiche e fonti rinnovabili – realizzazione del Piano Energetico Comunale (efficienza energetica edifici pubblici, individuazione siti per FERN, sportello Energia, percorsi formativi per cittadini e professionisti, agevolazioni per i cittadini finalizzate all’installazione di pannelli solari e fotovoltaici, ecc..);
Agricoltura e biodiversità - recupero e valorizzazione degli ecotipi e delle caratterizzazioni colturali, sicurezza alimentare e tutela dei consumatori, promozione della filiera corta, agricoltura biologica e di qualità, marchio ombrello per le produzioni della tradizione locale, ecc.;
Favorire la certificazione EMAS delle aziende che operano sul territorio.
Più Spoleto in Umbria
Dobbiamo fare in modo che l’autorevolezza di Spoleto si traduca nel suo protagonismo in Umbria e che la città ritorni ad essere guida per la sua forza culturale e intellettuale. Dobbiamo continuare a difendere con determinazione tutte le istituzioni e i servizi che ci qualificano, a cominciare dal TRIBUNALE.
Dobbiamo aprire una nuova stagione di alleanze sociali, istituzionali ed economiche con le energie propositive e creative, con i territori circostanti, con le istituzioni provinciali, regionali e nazionali. Dobbiamo lavorare perché Spoleto affermi le sue peculiarità, esperienze e vocazioni nel contesto di area vasta e regionale nella logica del policentrismo.
Spoleto per la cultura e la formazione
Dobbiamo riaffermare il ruolo che la cultura svolge nella “formazione del pensiero” e nella “crescita della persona”, prima che di volano per lo sviluppo e per il lavoro.
Dobbiamo mettere in campo un grande progetto per l’istruzione, la formazione e la diffusione delle conoscenze.
Dobbiamo organizzare una struttura di management culturale per valorizzare e rendere produttivo il grande patrimonio intellettuale, artistico, ambientale, storico e monumentale di Spoleto.
Una squadra per Spoleto
Dobbiamo stimolare l’assunzione di responsabilità diretta e personale da parte di chi è disposto a impegnarsi per Spoleto. Dobbiamo mettere in campo una squadra dinamica, autorevole e collegiale, che qualifichi tutte le rappresentanze della comunità locale, dall’amministrazione comunale alle altre istituzioni pubbliche, che abbia riferimenti autorevoli in Provincia, in Regione e in Parlamento.
Spoleto piazza del mondo
Dobbiamo restituire a Spoleto tutto il valore della sua immagine e della sua collocazione internazionale. La città come crocevia per l’incontro delle culture e degli stili di vita, piazza delle eccellenze per lo scambio delle conoscenze e delle idee, “città teatro e dello spettacolo”, “città della musica”, “città dei saperi e della conoscenza”, “città vetrina”.
In questo contesto dobbiamo confermare tutto l'impegno per la piena valorizzazione dei nostri “tesori”: Festival dei Due Mondi, Teatro Lirico Sperimentale, Centro Studi sull'Alto Medioevo.
Dobbiamo coinvolgere le migliori professionalità per riposizionare sui mercati nazionali e internazionali, nel posto che compete a Spoleto, l’offerta turistica e culturale, riqualificandola per originalità e “regalando” al turista esperienze uniche, emozioni e ricordi.
martedì 12 maggio 2009
Le baruffe inventate. Un brutto inizio di campagna elettorale
Evidentemente, il lavoro serio e rigoroso non serve. E non basta.
Non è sufficiente il lavoro di rinnovamento per costruire una lista autorevole e in grado di offrire idee per l'amministrazione di questa città.
Pur di attrarre qualche lettore - e distrarre qualche elettore - si inventa dal nulla una polemica che per quanto ci riguarda è morta sul nascere.
Il confronto, se lo si vuole, lo si abbia sui programmi e sulle idee.
Per le baruffe isteriche e distruttive, inventate per non si sa quale scopo, non c'è più tempo.
Di seguito, vi offriamo la cronistoria di un desolante episodio, inventato da non si sa chi per suscitare uno scandaletto di grossolana fattura.
Complimenti vivissimi al o agli inventori.
__________________________
Primo episodio.
Interpreti: Daniele UBALDI, REDATTORE DI DI SPOLETO ON LINE, ALTRI(?).
Una volta gli scontri erano fra bolscevichi e menscevichi, poi tra trotskisti e stalinisti: a Spoleto ci sono i pensiani e i calabresisti. Pare proprio destinata al ricorso la vicenda delle liste di Rifondazione comunista e di Sinistra per Spoleto, i cui rappresentanti si accusano a vicenda di
irregolarità. E' di ieri pomeriggio la notizia che Rifondazione ha presentato, per le amministrative di Spoleto del prossimo 6 e 7 giugno, un simbolo in tutto e per tutto uguale a quello delle europee, vale a dire bandiera rossa con falce e martello, le scritte - intorno al simbolo - di "Sinistra europea", "Socialismo 2000", "Gue/Ngl" e "Consumatori Uniti" e, infine, "Rifondazione" sopra la bandiera e "Comunisti italiani" appena sotto. Se non che Pensa e compagni non hanno fatto i conti proprio con il partito di Diliberto che, almeno alle amministrative di Spoleto, appoggia il candidato Giampiero Calabresi di Sinistra per Spoleto, con tanto di simbolo affiancato a quello del capogruppo uscente Pdci. Il segretario regionale dei Comunisti italiani Stefano Carpinelli starebbe in questo momento valutando l'ipotesi di presentare un ricorso cautelativo per il partito da lui rappresentato. Ma non è tutto. E' di queste ore la notizia - ancora in attesa di conferma - che un provvedimento analogo sarebbe in procinto di esser preso dai Socialisti riformisti nei confronti di Calabresi e compagni, "rei" - almeno è quanto sta valutando la segreteria del partito di Tulipani e Stella - di aver "tratto ispirazione" dal simbolo di Sinistra e libertà alle provinciali per dar vita al proprio logo alle comunali... Insomma, tanto per citare Mikail Gorbaciov, che di rivalità interne ai partiti ne sa qualcosa, "Io non mi sono addormentato una sera comunista ortodosso per svegliarmi una mattina socialista illuminato". Auguri a tutti...
Secondo episodio: risposta ufficiale della federazione provinciale del PRC.Dichiarazione di Enrico Flamini, segretario provinciale PRC.
"Inaccettabile quanto è avvenuto a Spoleto. Rifondazione comunista si presenterà con il proprio simbolo. Simbolo, storia e serietà che verranno difesi in ogni sede.
Quanto avvenuto oggi a Spoleto lascia davvero amareggiati e sconcertati
Rigettiamo questa modalità d'azione politica che per un po' di visibilità ricorre a notizie ed accuse false e tendenziose.
La lista di Rifondazione comunista, collegata al candidato Sindaco del centro sinistra Benedetti, è stata ammessa alle elezioni comunali di Spoleto del 6, 7 giugno prossimi con il proprio simbolo.
Ovviamente sarà cura del sottoscritto, in qualità di Segretario Provinciale della Federazione Prc di Perugia, difendere e tutelare il nome, il simbolo, la storia e la serietà del Partito della Rifondazione comunista - Federazione di Perugia in ogni sede".
Terzo e per il momento ultimo episodio: Dura condanna del Segretario regionale di Rifondazione Comunista, Stefano Vinti, che definisce giustamente tutta la vicenda come una "bufala"
"Rifondazione Comunista dell'Umbria esprime sgomento per la bufala che in queste ultime ore sta tenendo banco sulle pagine di alcuni quotidiani. La notizia che a Spoleto Rifondazione Comunista avrebbe depositato un simbolo diverso da quello del partito è quanto mai falsa e tendenziosa.
Stupisce la strumentalità di una polemica infondata al pari della superficialità di qualcuno che, senza previa verifica, ha cercato uno scoop senza alcuna aderenza alla realtà dei fatti.
Le compagne ed i compagni di Spoleto hanno lavorato in queste ultime settimane per la costruzione di una lista forte ed autorevole nel pieno rispetto della normativa e delle altre formazioni politiche. Rifondazione Comunista intende confrontarsi con tutte e tutti sulle questioni che interessano gli spoletini, con la serietà che ha sempre contraddistinto l'iniziativa del Partito a Spoleto e tutta la regione. Non siamo disposti a scendere al livello di qualche personaggio che, evidentemente povero di idee e progetti, si attacca alla calunnia solo ed esclusivamente per screditare Rifondazione Comunista. Per questo ci difenderemo in ogni sede affinché nessuno possa mettere in dubbio l'immagine, la correttezza, la trasparenza dell'operato del Partito e la dignità dei suoi militanti".
Speriamo che la questione finisca davvero qui.
Programma di genere - pari opportunità - tematiche femminili

Presenza delle donne
Auspichiamo una nutrita presenza femminile negli enti e nelle istituzioni e soprattutto chiediamo che venga valorizzato il contributo delle donne affidando loro anche incarichi dirigenziali e di responsabilità. E’ noto che nelle associazioni, nella base dei partiti, nel volontariato le donne sono presenti in larga maggioranza, molto attive e propositive, mentre le “alte cariche” restano ancora in larga misura appannaggio maschile. Fondamentale rimane l’obiettivo di realizzare concretamente le pari opportunità in tutte le espressioni sociali, economiche, politiche e culturali della società.
Politiche di genere
Per rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno raggiungimento delle pari opportunità, occorre attuare delle politiche di genere, contrastare le disuguaglianze e sostenere il principio della Cittadinanza di Genere, che significa riconoscere e valorizzare le differenze di cui donne e uomini sono portatori. In particolare si sottolinea l’importanza di prevedere un Bilancio di Genere, come raccomandato in due risoluzioni dalla Unione Europea, che tenga conto di criteri di promozione delle pari opportunità e delle necessità delle donne; di sperimentare nuove formule per la Conciliazione vita-lavoro; di sostenere i progetti delle Associazioni impegnate nella diffusione, nell’ attuazione del principio di pari opportunità e nella promozione e valorizzazione della condizione femminile; di indire annualmente un Forum della cittadinanza di genere e un Tavolo di coordinamento fra tutti i soggetti interessati alle politiche di pari opportunità; di contrastare e prevenire la Violenza di genere, dando attuazione al protocollo di intesa stipulato tra Comune, CPO regione Umbria, ASL e CESVOL che coinvolge altri Comuni dell’ambito, sostenendo i progetti di enti, singoli o associazioni di volontariato finalizzati al contrasto e alla prevenzione della violenza, alla educazione al rispetto fra i sessi nelle scuole e nelle famiglie.
Attuazione del Protocollo d’ Intesa
Considerando che il Centro Pari Opportunità della regione Umbria, in base alle chiamate ricevute dal Telefono Donna, dichiara l’esistenza a Spoleto di numerosi casi di donne che subiscono violenza, come segnalato anche dalle forze di polizia; donne che non avendo un punto di ascolto a Spoleto e non sentendosi tutelate, probabilmente non riescono nemmeno a chiedere aiuto.
Dato che il protocollo di intesa per contrastare la violenza sulle donne stipulato dal Comune con i vari soggetti (ASL, CESVOL, CPO, Comuni di ambito) è stato il frutto di anni di impegno delle Associazioni femminili e delle donne che lo hanno espressamente richiesto.
Vista la delibera n. 110 del 5-10-2007, in materia di violenza contro le donne, adottata dal Consiglio Comunale di Spoleto.
Visto il progetto regionale “Mai più violenze” al quale partecipano ben 36 soggetti pubblici e associazioni (tra cui il Comune di Spoleto e l’associazione spoletina Donne contro la guerra) che, con un budget di 230.000 euro si pone l’obiettivo di promuovere un percorso di interventi ed azioni per contrastare il fenomeno della violenza.
Dato che esistono a Spoleto donne nelle Associazioni femminili che si battono da anni contro la violenza ed operatrici formate specificatamente per l’ascolto della donna che subisce violenza,
riteniamo prioritario dare attuazione immediata ad alcuni dei punti che fanno parte integrante del protocollo di intesa, nella convinzione che l’esistenza di un punto di ascolto specifico in grado di dare risposte concrete ed immediate possa essere di incentivo per la richiesta di aiuto da parte delle donne vittime di violenza.
Crediamo inoltre sia doveroso coinvolgere le donne delle Associazioni Femminili nell’attuazione del protocollo, perché esse rappresentano un grande patrimonio di impegno, di determinazione e di competenza nel campo della lotta alla violenza contro le donne.
Primi atti per l’attuazione del Telefono Donna
- Istituzione del Tavolo di coordinamento tra i soggetti firmatari del protocollo e le associazioni di volontariato che si occupano prioritariamente specificatamente di violenza sulle donne.
-Apertura di uno sportello di accoglienza e informazione, inizialmente una volta alla settimana, nella sede già individuata nel protocollo di intesa con la presenza di personale istituzionale e volontario già formato.
-Protocolli di intesa con la questura per la stesura di un codice comportamentale di accoglienza della donna vittima di violenza per diffondere la capacità di mantenere un atteggiamento non giudicante nei confronti della stessa donna.
-Protocolli di intesa con i servizi sociali per diffondere la capacità di mantenere un atteggiamento non giudicante e di fiducia nei confronti della vittima di violenza.
-Protocolli comportamentali con gli ospedali che garantiscano una tempestiva segnalazione al telefono donna e alle forze dell’ordine nel caso vengano rilevati da parte dei medici danni fisici riconducibili a episodi di violenza.
sabato 9 maggio 2009
Programma per l'urbanistica e la gestionedel territorio
Programma per l'urbanistica e l'uso del territorio
Strettamente legato alla questione dei modelli di sviluppo, il tema dell'uso del territorio riveste una particolare importanza, perchè lo intendiamo come patrimonio indisponibile di beni materiali ed immateriali da tutelare e valorizzare.
Poiché riteniamo che sia necessario opporsi a sistemi di sviluppo economico basati sulla speculazione territoriale, sia in termini di urbanizzazione e costruzione di nuovi edifici sia per l'insediamento di siti produttivi inquinanti, vogliamo esprimere con forza il principio di base del consumo zero di territorio.
Abbiamo già trattato, nel nostro programma dell'energia, della sostenibilità ambientale.
A questo criterio ispiratore vogliamo aggiungere che in futuro dovremo seriamente batterci per una programmazione urbanistica, per contrastare la privatizzazione del territorio e la resa agli interessi fondiari e di speculazione immobiliare e commerciale.
Per fare questo dobbiamo lavorare per passare da una urbanistica concertata ad una urbanistica partecipata. Invece di essere subordinati alle scelte urbanistiche dettate dall'esigenza di far cassa con gli oneri di urbanizzazione e con l'ICI, contrattando con i poteri forti che si muovono in questo ambito, si dovrà trovare un nuovo modello di gestione partecipata e condivisa del territorio e delle risorse ambientali.
Il territorio, infatti, è prima di tutto un bene comune e in base al principio di non esclusività nessuna persona e nessuna collettività deve essere esclusa dall'utilizzo e dall'accesso ai beni comuni.
Mantenere i beni comuni, come nel caso del territorio, nell'ambito della sfera pubblica, salvaguardando la più ampia base decisionale in capo alle comunità per mezzo di pratiche partecipative condivise, permetterà di fuoriuscire da pericolose logiche di sfruttamento e distruzione delle risorse ambientali.
Bisogna quindi finalizzare la gestione del territorio a garantire il suo mantenimento nel tempo e la sua rigenerazione e consentire, per altro verso, la più ampia fruizione e accessibilità dello stesso a tutta la comunità e a tutti gli individui.
Per non svendere il territorio è necessario ripensare anche il tema della sussidiarietà e prossimità territoriale, uscendo dai campanilismi più retrivi e ottusi.
Bisognerà sforzarsi di costruire, in termini politici e progettuali, dei quadri di riferimento più ampi dei confini comunali per costruire politiche di tutela e di sviluppo sostenibile del territorio, capaci di analizzare le caratteristiche dei territori e di individuarne le vocazioni, organizzarne i servizi, progettare le direttrici di sviluppo.
Ne consegue che si dovrà prestare particolare attenzione al dimensionamento degli insediamenti edilizi e produttivi, trasformare in modo lungimirante e conservativo il territorio, limitare o azzerare il consumo dei suoli e la cementificazione continua e crescente.
Si dovrà rilanciare il diritto alla casa nell'ambito dell'edilizia residenziale pubblica, facendo tesoro anche delle buone pratiche che già sono presenti nella nostra Regione.
A titolo di esempio, riteniamo che sia necessario intervenire al più presto su alcuni aspetti critici per i collegamenti della nostra città.
Il primo interessa il miglioramento della viabilità comunale delle due principali vie della città, dove si verifica il maggior volume di traffico, Via dei Filosofi e via G. Marconi; occorrerà valutare la possibilità di nuovi attraversamenti del torrente Tessino al fine di alleggerire il traffico attuale in modo da rendere più funzionale la viabilità e qualitativamente più apprezzabile la vivibilità dei quartieri per i residenti.
Altro punto critico, tra gli altri, riguarda il rilancio della zona industriale di santo Chiodo e il completamento della SS. Tre Valli. Con la realizzazione della Galleria di Acquasparta, si darebbe alla zona nuova visibilità e conseguentemente nuove opportunità di investimenti.
martedì 5 maggio 2009
Programma elettorale per l'agricoltura di qualità del circolo di Rifondazione di Spoleto

1) Intendiamo istituire un mercato agricolo di vendita diretta , favorire le occasioni di
contatto tra produttori e consumatori, avvicinando i cittadini e i consumatori al patrimonio
alimentare e culturale del mondo rurale. Vogliamo lavorare per:
· L’abbassamento dei prezzi dei prodotti agricoli
· Consentire ai consumatori di degustare ed acquistare tutti i prodotti locali di eccellenza, come ortaggi, frutta di stagione,olio, vino, formaggi, miele, legumi ecc
· Sviluppare il concetto del consumo consapevole, previsto dalla legge 204 del 2004 per la difesa dei diritti del consumatore, che obbliga i commercianti ad esporre in etichetta la descrizione dell’origine e della provenienza del prodotto
· Mettere a disposizione degli agricoltori un’area attrezzata dove vendere i loro prodotti. Si potrebbe pensare a tale proposito l’area dell’ex Campo Boario.
Tutto questo avrà degli effetti benefici anche sull’ambiente. Eliminando la filiera intermedia,infatti, verranno ridotti drasticamente gli spostamenti delle merci e quindi le emissioni inquinanti connesse al trasporto e la maturazione delle merci stesse lungo il trasporto.
Per raggiungere questo obiettivo, che vogliamo chiamare FILIERA PER SPOLETO,
· Cercheremo di trovare accordi con le mense che si trovano nel territorio spoletino (asili,ospedale) per far si che siano gli agricoltori locali a fornirle (CARNI, VINO, FARINE, OLII, VERDURE, FRUTTA DI STAGIONE) in modo da garantire l’alta qualità e la provenienza biologica certificata.
Così facendo daremo anche un aiuto a chi sta risentendo della crisi che i grandi centri commerciali hanno creato. Questo, anche se in piccola misura, servirà alla riattivazione dell’economia locale
.
2) Proponiamo uno sportello per l’agricoltura e le risorse del territorio, da ubicarsi alla Spoletosfera ,che lavori in sinergia con il contiguo sportello per l’energia. (vedi il nostro programma per l’energia a: http://rifondazionespoleto.blogspot.com/2009/04/programma-elettorale-settore-energia.html.)
Avremo una ottimizzazione delle diverse funzioni con risparmi per l’Amministrazione e feed-back tra i diversi settori. Tale sportello cercherà anche di far da tramite tra gli agricoltori e la Regione,cercando di informare in tempo reale sulle eventuali modifiche del Piano Di Sviluppo Rurale .
Con questo sportello si cerchera’ di dare aiuto ai giovani che vogliono iniziare attività agricole dando i consigli e le consulenze adeguate sui vari finanziamenti per iniziare questa attività.
All’interno di queste attività pensiamo di creare una area di incontro per dibattiti sui temi dell’agricoltura.
Pensiamo anche alla costruzione di un parco tematico dell’agricoltura dove poter organizzare attività culturali, didattiche e dimostrative legate ai prodotti alimentari, alle tradizioni artigiane del territorio e a tutto quel bagaglio conoscitivo sintetizzato nell’agricoltura biologica.
Fare degli incontri nel parco per proporre l’educazione alimentare e per fare conoscere in modo approfondito le materie prime e i metodi di produzione di molti alimenti (ORTAGGI, PANE, PASTA,FARINA,OLIO,ecc ) ma anche come vengono allevati i vari animali che noi mangiamo, facendo capire ai giovani l’importanza del rispetto del territorio e di chi ci lavora.
Altra cosa importante, a nostro avviso, è ripristinare i vari terreni incolti, del Comune e Provincia mettendoli a disposizione di coltivatori che vogliono cominciare o incrementare una attività agricola.
Al pari del P.E.A.P.(Pubblica Edilizia Artigiana Protetta) si può pensare ad una Pubblica Agricoltura Protetta, per favorire la crescita di imprese giovani proteggendo il giovane agricoltore nella fase iniziale dell’attività con la messa a disposizione, analogamente all’artigianato,di strutture (locali,capannoni) A CONDIZIONI FAVOREVOLI PER INIZIO ATTIVITA’.
